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Non è mai troppo tardi per cambiare idea

La cocaina è un buon antidepressivo. Ad annunciare la scoperta scientifica del secolo è nientemeno che il sig. Marco Castoldi alias Morgan. Proprio così. L’istrionico giudice di X Factor è stato talmente trasparente – come si definisce lui stesso – che in una recente intervista concessa ad una rivista italiana ha raccontato con grande scioltezza il suo rapporto quotidiano con la cocaina (però, si badi, sotto forma di crack perché – spiega – «non ho voglia di tirare su l’intonaco dalle narici»; più chic, no?). Dopo essersi accorto di aver detto delle pericolose stupidaggini ed aver provocato una catena di reazioni indispettite nel mondo della politica e nella dirigenza della Rai, ha tentato un repentino dietrofront parlando di una trappola tesa dai giornalisti... ma ormai la frittata era bella che fatta. Per ora ha ottenuto un cartellino rosso dal Festival di Sanremo... e chissà che non ne arrivino altri.
La tossicodipendenza è una piaga mortale che appesta tutte le categorie sociali. Le cronache di questi anni ci dicono che dal ragazzino sbarbatello al dirigente affermato, tutti possono cadere nella trappola – questa sì – delle droghe. E poi sportivi, attori... Proprio tutti insomma, nessuno escluso. Morgan, dunque, non aggiunge niente di nuovo su questo fronte.
Il problema non è nuovo... ma resta pur sempre un grande problema se qualcuno pensa che fumare crack (od assumere droghe in generale) possa servire per combattere la depressione. Il vero antidoto è re-innamorarsi della vita – e che questo possa essere possibile grazie alla cocaina è francamente insostenibile. Bisogna guardare la vita nella bellezza della sua totalità, con quella sua melodia infinita e la dolorosa tensione dei contrasti. Donarsi agli altri per tornare a sentire la forza dell’amore e farla ricadere su se stessi come la pioggia nel ciclo dell’acqua. Oppure dedicarsi ad uno sport, anche estremo, per provare la differenza tra l’euforia artificiale e quella naturale, allo stato puro. Insomma ridare uno senso alla propria esistenza.
C’è anche un problema di forma: i mezzi di comunicazione e l’utilizzo della propria immagine che fanno alcuni personaggi famosi. Morgan non è il primo ad essersi distinto nel propagandare l’innocuità delle droghe. In tanti, purtroppo, hanno dichiarato placidamente che drogarsi non fa poi così male come dicono in giro «i soliti bigotti». Ciò che alcune persone ancora non hanno capito è che veicolare messaggi sbagliati come «drogarsi non fa male» ha ricadute sociali nefaste, specialmente nella fascia giovanile. I giovani sono naturalmente portati ad emulare degli esempi e, purtroppo, nella «società dell’immagine» emergono spesso degli esempi negativi mentre gli esempi positivi di persone virtuose passano in secondo piano, trascinando intere generazioni allo sbando morale.
Il progetto Informare giocando portato avanti dal Modavi nel 2007 su incarico del ministero della Solidarietà sociale, ha fatto emergere quanto sia preoccupante la superficialità e la disinformazione sugli effetti delle sostanze stupefacenti tra gli studenti delle scuole medie superiori.
L’esempio genera esempio... E se tanto mi dà tanto, allora ben vengano le dure prese di posizione del mondo della politica che hanno portato Morgan a ritrattare tutto. Giorgia Meloni l’aveva subito criticato aspramente definendolo «l’ennesimo cattivo maestro» e tacciando di irresponsabilità le sue dichiarazioni.
Proprio dal ministro della Gioventù è partita un’iniziativa degna di lode come il confronto radiofonico che è avvenuto su RadioGioventù (www.radiogioventu.com). Morgan ha nuovamente smentito le dichiarazioni incriminate e si è espresso chiaramente contro l’utilizzo delle droghe: «La droga porta in tre direzioni: l’ospedale psichiatrico, la galera ed il cimitero». Confessa di essersi sottoposto ad una terapia di recupero ancora in via di completamento. E rispondendo al ministro Meloni che chiedeva un messaggio finale, Morgan non ha dubbi: «La droga fa male; la vita è meglio senza droga. Il lavoro, fare l’amore... tutte le cose sono infinitamente più belle senza droga». Anche il Modavi ora tifa per il pieno recupero di Morgan affinché domani possa diventare un esempio di libertà.
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