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Protezione Civile

Servizio Civile

Storia


Il Modavi (Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano) è una delle più grandi associazioni non profit attive in Italia. Conta centinaia di associazioni affiliate da un capo all’altro della Penisola, organizzate in federazioni provinciali e regionali, presenti in 36 province di 15 regioni. Fa parte del coordinamento del Forum nazionale del Terzo Settore.

Il volontariato

Il Modavi nasce a Roma nel 1996 come Organizzazione di Volontariato che rientrava nel quadro della legge 266/1991. Il Modavi interviene nella tutela della salute, l’assistenza e l’integrazione sociale dei disabili, la tutela dei diritti degli anziani, una rete di relazioni di solidarietà che interviene nelle situazioni di reale bisogno delle categorie più deboli.

Da organizzazione di volontariato ad associazione di promozione sociale

Nel 2003 il Modavi cambia natura giuridica: da organizzazione di volontariato diviene Associazione di Promozione Sociale. È il sintomo di una prima grande metamorfosi: il Modavi diventa catalizzatore delle professionalità che emergono dando così l’opportunità alle persone di crescere professionalmente ed offrire agli utenti servizi sempre migliori. Nel frattempo il Modavi cresce anche geograficamente: nel 2003 può iscriversi all’Albo nazionale della Promozione sociale presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, potendo contare su sedi in cinque regioni e venti province diverse.

Servizi per l’infanzia e la famiglia

Nel 2005 nascono i primi servizi sociali gestiti dal Modavi. A Roma aprono gli asili nido La Contea (Eur) e Pinco Pallino (Tiburtino); i baby parking nei centri commerciali. Iniziative che caratterizzano il Modavi nei servizi per l’infanzia ma anche nella difesa della famiglia, sotto pressione per via dei ritmi sempre più frenetici del mondo moderno.

Nel 2008 è stato realizzato il progetto Nonni tecnologici, finanziato dal ministero della Solidarietà sociale. Il progetto consisteva in attività di scambio tra anziani e giovani, i quali insegnavano l’uso delle tecnologie ai meno giovani, mentre gli anziani trasmetteranno loro antiche conoscenze e artigianato tradizionale.

Tra il 2009 e il 2010 è stato realizzato il progetto Non cadere nella rete (finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali) che prevedeva interventi volti alla sensibilizzazione delle famiglie sui rischi inerenti un utilizzo non consapevole di internet, da parte dei minori, nelle problematiche relative alla pedofilia e allo sfruttamento sessuale.

Nel 2011 è iniziato il progetto Mamma et labora per garantire alle ragazze madri il diritto/dovere al lavoro.

Combattere le droghe, sul campo

Nei primi anni del Duemila il Modavi dichiara guerra alle sostanze stupefacenti, con grandi progetti di prevenzione come Spazi aperti e Informare giocando. Con il primo, realizzato tra il 2002 e il 2005 con il contributo del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, oltre alla realizzazione di due centri sperimentali per la disintossicazione, il Modavi ha fatto una ricerca sui programmi riabilitativi evolutivi che non prevedessero l’utilizzo di farmaci e un’altra sulle cause dirette e indirette di morte per droga.

Informare giocando, finanziato dall’allora ministero della Solidarietà sociale, è stato un progetto attivo tra il 2005 e il 2007 realizzato nelle scuole superiori di dieci province italiane, da Milano a Foggia. Con questo progetto, innovativo per la modalità di intervento – un gioco di ruolo – il Modavi ha spiegato ai ragazzi gli effetti delle sostanze stupefacenti e ha messo a disposizione delle istituzioni una mappatura dettagliata della conoscenza e l’utilizzo di droghe da parte dei giovanissimi; risultati che all’epoca, nel 2007, scatenarono le reazioni del mondo politico per via dei dati allarmanti che emergevano.

Negli stessi anni, comunità terapeutiche fioriscono a Valdinievole e Cosenza.

Intorno al Modavi si è riunito il Cosde, un consorzio che riunisce tutte quelle associazioni italiane che condividono la stessa voglia di combattere le tossicodipendenze senza se e senza ma.

Ci sono dipendenze più subdole di quelle da sostanze stupefacenti; quella da gioco d’azzardo, per esempio. Giocando s’impara… a non azzardare è stato realizzato nel 2005 con il contributo della Regione Lazio per proprio intervenire sulla diffusione del gioco d’azzardo all’interno delle scuole e con uno sportello dedicato alle persone che avevano problemi di dipendenza dal gioco.

Il 2010 è stato l’anno della grande avventura di Operazione Naso Rosso, strategia globale di prevenzione e diminuzione del rischio legato all’abuso di alcool nei locali notturni di undici province italiane, da Trieste a Cosenza.

L’educazione alimentare e gli stili di vita sani

Partendo dal dato che vede un aumento dell’obesità e degli altri disturbi del comportamento alimentare, il Modavi (con il contributo di The Coca Cola Foundation e il patrocinio dei ministri della Gioventù e delle Pari opportunità) nel 2011 ha ideato e realizzato il progetto A scuola InForma. Circa 5mila ragazzi tra i 13 ed i 18 anni, con relativi genitori ed insegnanti, in nove province italiane, sono stati sensibilizzati per seguire uno stile di vita sano attraverso legando la giusta alimentazione e l’attività sportiva.

Declinare il volontariato, oggi

Al giorno d’oggi è possibile scegliere tra una miriade di attività di volontariato diverse da quello sociale “duro e puro”. Una di queste, la più longeva e quella che si avvicina di più alla vecchia concezione di volontariato, è la Protezione civile: il Modavi è attivo anche in questo settore con diverse associazioni affiliate. La mobilitazione più grande c’è stata ovviamente in seguito al terremoto che ha devastato la provincia dell’Aquila nel 2009. In quell’occasione il Modavi ha messo in campo tutte le proprie risorse per fronteggiare l’emergenza ed attrezzare il campo di Villa S. Angelo, dove nella popolazione è rimasto il caloroso ricordo dei nostri volontari.

Un’attività che sta prendendo sempre più piede nella gioventù – nonostante le drastiche riduzioni di risorse – è sicuramente il Servizio civile nazionale. Il Modavi è iscritto all’albo nazionale dal 2006. Oggi può contare su una rete nazionale con trentasei volontari dislocati nelle quindici sedi accreditate. Non solo: il Modavi è anche l’unica associazione laica che fa volontariato in Israele, dove – all’interno di un kibbutz dove è attivo un centro di assistenza e formazione professionale per ragazzi disabili – ha una delle due sedi di Servizio civile all’estero; l’altra sede è in Argentina, presso il Comedor “Campana de Palo” di Bahia Blanca, dove i ragazzini del quartiere Villa Bordeu trovano un luogo protetto dove coltivare i propri sogni.

L’Unione Europea crede nel volontariato come strumento formativo, educativo (quindi culturale). Svariati sono i progetti attuabili nell’ambito del programma “Gioventù in azione”. Una iniziativa degna di nota è il Servizio volontario europeo. Con lo Sve i giovani possono svolgere attività di volontariato all'estero per un periodo che va da due a dodici mesi, adoperandosi come “volontari europei” in progetti locali in vari settori.

Tra i più interessanti progetti del Modavi finanziati dall’Ue è Caravan. Artists on the road. In questo caso il Modavi è l’unica associazione italiana di una cordata europea guidata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino. Si tratta di un teatro sociale itinerante in diverse città europee; spettacoli che dovrebbero risvegliare le coscienze atterrite dalla crisi finanziaria (e valoriale) di questi tempi. Il progetto è risultato vincitore con il punteggio massimo.

La cooperazione internazionale allo sviluppo

Il Modavi va all’estero nel 2002, in Romania, aiutando la Fondazione Bambini in Emergenza a costruire un villaggio dedicato ai bambini malati di Aids altrimenti costretti a vivere nelle fogne di Bucarest. La missione in Romania prosegue fino al 2005, quando il Modavi contribuisce anche alla realizzazione di laboratori di formazione professionale per poter dare un futuro a quei ragazzini.

Nel 2003 e nel 2006, con il contributo della Provincia di Roma, i volontari del Modavi vanno nel Sahara Occidentale per installare dei desalinatori nel campo profughi di Tindouf. Il Modavi vi ritorna costantemente per aiutare quel popolo cui è stata strappata la propria terra ed ha partecipato alle manifestazioni di solidarietà per i Saharawi nel novembre 2010 in seguito alla repressione sanguinaria del Marocco.

Nel 2005 in Argentina si apre il Comedor “Campana de Palo”, nel periferico quartiere Villa Bordeu di Bahia Blanca. Un centro dedicato ai ragazzini indigenti che nel centro del Modavi possono studiare, mangiare e lavarsi. Diversi sono stati gli interventi negli anni, tra cui la biblioteca finanziata dal progetto “Biblioteche solidali” di Biblioteche di Roma.

el Medio Oriente il Modavi è presente in Israele non solo con il centro “Maas Tlamim” all’interno del kibbutz di Megiddo, ma anche con una collaborazione aperta con il ministero degli Affari sociali grazie al quale è possibile inviare volontari in strutture socio-sanitarie israeliane.

Nel 2007 in Afghanistan il Modavi ha realizzato un’unità odontotecnica nell’ospedale di Herat in collaborazione con il nostro contingente militare.

Rilevante la presenza del Modavi in Africa. Dal 2008, con il contributo del Comune di Roma e fondi raccolti attraverso la pubblicazione del libro fotografico Gli occhi della guerra dedicato al compianto Almerigo Grilz e la vendita in piazza S. Pietro del quotidiano L’Osservatore Romano, il Modavi è impegnato nella Repubblica democratica del Congo per realizzare diversi importanti progetti: costruzione di una scuola in un sobborgo della capitale Kisnhasa, un dispensario farmaceutico e una struttura di primo soccorso.

Dal 2010 è operativo il Centro dermatologico italiano di Makallè, in Etiopia, in collaborazione con l’Istituto nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà.

Nel 2010, con il contributo della Regione Lazio, il Modavi ha ristrutturato diciotto pozzi idrici per l’approvvigionamento di acqua potabile a Mogadiscio (Somalia), quando ancora il mondo occidentale ignorava la catastrofe umanitaria che si profilava nel Corno d’Africa.

Nel 2011, con il contributo del Comune di Roma e in collaborazione con Africa Children Onlus, ha costituito una cooperativa agricola in Kenya realizzando anche piantagioni di banane e mais, predisponendo inoltre corsi di formazione e istituendo un fondo di rotazione sul modello del microcredito per i giovani agricoltori di Meru in modo da dare una spinta all’economia locale.

Gestire l’immigrazione

Il Modavi ha realizzato diversi interventi in favore delle persone immigrate contribuendo in maniera pratica all’integrazione; un processo in cui avranno un ruolo fondamentale le cosiddette “seconde generazioni”, cioè i ragazzi nati in Italia da genitori immigrati; persone che spesso e volentieri amano l’Italia pur non rinnegando la loro patria di origine.

Nel 2010 il Modavi ha dedicato un apposito progetto alla condizione delle donne immigrate per aiutarle ad acquisire conoscenze e competenze necessarie alla conduzione di una vita dignitosa ed autonoma mediante un percorso di informazione e di accompagnamento che, nel rispetto della cultura propria della società d’origine, ne rafforzi le capacità di orientamento, scelta, inserimento consapevole nella nostra realtà nazionale e locale.

Molto interessanti, soprattutto per le modalità, i corsi di lingua italiana e educazione civica tenuti nelle scuole. La particolarità di questi corsi consisteva nel ruolo di tutor rivestito da ragazzi di “seconda generazione”.

Oggi il Modavi gestisce due centri di accoglienza: uno a Bari, l’altro a Cosenza.

Comunicare il sociale

Al 2009 risale la prima edizione di Virtutes Agendae, il convegno annuale dove il Modavi, scegliendo un tema, propone agli addetti ai lavori e comunica all’esterno un altro punto di vista sul volontariato; un modello alternativo (e spesso antitetico) a quelli egemoni nel Terzo Settore.

Nei primi mesi del 2011 sono stati realizzate due iniziative. La più notevole è senza dubbio la nascita di Frequenza Modavi, la radio del sociale. Una web-radio autogestita in cui si approfondiscono temi di attualità con esperti del settore e che fa da megafono per associazioni e manifestazioni che camminano sulla stessa via del Modavi. L’altra, il nuovo sito web, ha permesso al Modavi di svecchiarsi nella veste grafica e migliorare la navigabilità con nuovi e maggiori contenuti.

Quando necessario, il Modavi scende anche in piazza. Lo ha fatto per i Saharawi nel 2010 ma lo aveva fatto anche nel 2009 partecipando alla manifestazione “Nel nome di Neda” organizzata dal Forum nazionale dei Giovani in sostegno della gioventù iraniana che si stava ribellando al regime. È sceso in piazza ancora nel 2010 in occasione di “Per la verità, per Israele”, manifestazione nata per ribadire la necessità di fare piena luce sulla delicata questione mediorientale che ha visto la partecipazione di numerosi politici e uomini di cultura italiani e stranieri.

Il Modavi ha fatto propria la data del 26 giugno, Giornata mondiale della lotta alla droga. Da due anni in quella data si organizzano iniziative per convincere le persone, soprattutto i giovani, a dire no alle droghe. Nel 2011 si è tenuta una manifestazione con tornei sportivi amatoriali nella spiaggia di Ostia; una manifestazione che ha visto lavorare insieme Modavi, Opes, Fare Verde e Asi Ciao.