Frequenza Modavi: Quando le porte si chiudono... a 40 anni
Undicesimo appuntamento con Frequenza Modavi, la radio del sociale. La puntata di questa settimana, l’ultima del 2011, è dedicata ai quei lavoratori quarantenni che si ritrovano nella difficilissima condizione di rifarsi una posizione dopo aver perso la propria occupazione, con il rischio di rimanere fuori dal mercato del lavoro. «Vogliamo porre l’attenzione su questa fascia di età – spiega Irma Casula, presidente del Modavi – persone che molto spesso hanno dietro di sé anche nuclei famigliari. Una situazione non provocata dall’attuale crisi ma senza dubbio ha fortemente contribuito ad acuire la gravità». Ne parliamo con Giuseppe Zaffarano, presidente dell’associazione Lavoro Over40, e Antonio Polica, segretario confederale dell’Ugl.
«Siamo un milione e mezzo di persone», esordisce Giuseppe Zaffarano. «Quando c’è una riduzione aziendale, gli over40 sono quelli che ne fanno più le spese e fanno una fatica incredibile a reinserirsi nel mercato del lavoro. Questo fenomeno – sottolinea il presidente dell’associazione Lavoro Over40 – riguarda solo l’Europa del sud; nella parte settentrionale questa discriminazione è inesistente. Ci troviamo di fronte a un problema culturale. Abbiamo fatto molte proposte di legge – prosegue Zaffarano – ma nessuno di questi è stato messo in discussione. Per la nostra categoria non esistono tutele. Il sindacato tutela chi è nel mondo del lavoro; chi è fuoriuscito è abbandonato».
«Il mondo del lavoro è cambiato. Cambiare gli schemi di azione del sindacato non è semplice – ammette Antonio Polica – ma abbiamo il dovere di tutelare anche queste categorie, altrimenti il sindacato non rispetterebbe i principi per cui è nato». Il posto fisso è oramai un miraggio, eppure il lavoro flessibile non decolla. «Il caso della Spagna ci insegna che la flessibilità, se non agganciata a un sistema di “sicurezza”, è troppo influenzata dai cicli economici. In Italia – afferma il segretario confederale dell’Ugl – c’è stata una progressiva destrutturazione delle tutele; dobbiamo barcamenarci in una miriade di contratti ma siamo rimasti senza tutele. Manca il secondo pilastro che è quello della sicurezza, il sostegno nel momento in cui si perde il lavoro, la possibilità di riconvertire le proprie competenze e ricollocarsi nel mondo del lavoro. Oggi, questo in Italia non c’è».
In conclusione di puntata c’è “Passaparola”, la rubrica da non perdere per essere aggiornati sugli imminenti appuntamenti del Terzo Settore.
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